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venerdì 11 ottobre 2013

Recensione di "Maledetta primavera" di Paolo Cammilli

Inizio frammentario, troppi cambi di scena, salti dal presente al passato, da un personaggio all'altro. Sorpassato il "labirinto " iniziale il libro entra nel vivo, ogni tessera del puzzle va al suo posto e ne esce fuori un thriller con finale tutto da scoprire e da ripensare..... Bella la caratterizzazione dei protagonisti dai tratti molto realistici e che riportano alla mente personaggi delle nostre cronache e fatti realmente accaduti. La trama dopo il salto.

A Settimo Naviglio, un coriandolo di palazzi tutti uguali appema fuori dalla periferia di Milano, la gente si annoia. Ma i luoghi non valgono, valgono le persone. Basta allora un vecchio conto in sospeso fra uno stagionata P.R. e una ragazzina strafottente per incendiare tutto: amicizie, desideri, ricordi. Fabrizio Montagner è un pò sfatto, sogna a occhi aperti e ci crede anche quando non dovrebbe. Carlotta Magonio è bella, orgogliosa e dolce con chi vuole lei. Potranno mai scambiarsi fragilità e colpi violentissimi? Il mondo intorno non li aiuta. Non certo Ginevra De Amicis, la migliore amica di Carlotta. Non Simone,un ragazzo taciturno con alle spalle una storia troppo brutta per essere vera. E nemmeno Renato Boriani e Umberto Barà: campioni sul viale del tramonto, i quali resteranno imbrigliati in un gioco più grande di loro. "Maledetta Primavera" è più di un'indimenticabile storia d'amore, di un thriller sottile e profondo, di una coraggiosa interpretazione di un reale fatto di sangue fra i più efferati degli ultimi anni. "Maledetta Primavera" è una battaglia, tenera e crudele, fra le scelte opposto della vita fra l'estasi della vendetta e la malinconia del perdono, fra la ferocia e la dolcezza.

 

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